Il nostro pane quotidiano
Il pane carasau

Il pane carasau è senz’altro il più famoso e apprezzato della Sardegna. E l’archeologia sembra indicare che sia anche molto, molto antico, tanto che si ritiene che i sardi abbiano cominciato a produrlo almeno tremila anni fa.
La sua qualità principale, oltre al sapore delicato e fragrante, è quella di conservare le caratteristiche organolettiche molto a lungo dopo la cottura.

Questa qualità, particolarmente gradita a chi, come i pastori, stava tanto tempo lontano da casa, è forse anche la ragione della sua origine.
Diffuso in tutta l’Isola, ogni paese ha le sue piccole varianti e buone abitudini. A Oliena per esempio la cottura avviene sempre nel forno a legna.

L’impasto del pane carasau va lavorato per bene e a lungo, per ottenere una pasta di consistenza omogenea, morbida e con un certo grado di elasticità. Si tratta di un’operazione molto faticosa che un tempo veniva fatta interamente a mano in particolari recipienti detti laheddos.
L’impasto viene poi suddiviso in palle di pasta che vengono avvolte nei teli per poi essere stese a formare delle sfoglie.
Questa operazione richiede una notevole manualità perché bisogna rendere le sfoglie tutte uguali in grandezza e spessore. Fino a poco tempo fa (e forse ancora oggi) si incideva una croce nell’impasto come auspicio per una panificazione senza problemi.
Le sfoglie, poi, vanno adagiate nuovamente nei teli da pane in cui continuano a lievitare.
A questo punto la sfoglia viene introdotta nel forno fino a gonfiarsi come una grande palla che viene estratta per essere aperta con un coltello e suddivisa in due.
È prevista una seconda cottura, detta harasadura, necessaria per abbrustolire le sfoglie di pane che verranno poi prontamente sistemate in pile e pressate prima che si raffreddino. A questo punto il pane è pronto e potrà essere confezionato conservando intatte e a lungo le proprie caratteristiche.

Gli altri pani
In Sardegna sono innumerevoli i tipi di pane prodotti. Ogni occasione ha il suo pane, ogni paese le sue tipologie. I pani qui non sono solo un alimento ma acquisiscono spesso significati simbolici.
A Oliena sono molto importanti:
sa pipinta d’ogliathu (che si ottiene dalla mollica rimossa durante la preparazione del pane carasau);
sas partidas (che si preparano solo in occasione di alcune feste molto importanti);
– il pane tipo corona (che si prepara per commemorare i familiari defunti e viene regalato dalla famiglia a parenti, amici e vicini di casa);
sas paneddas (un pane morbido decorato, solitamente salato, ma che può anche essere dolce, con zucchero e miele).

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